Fare informazione nell'era di Internet
"Fuffa": è un dialettismo entrato nel gergo degli internauti per indicare tutti quei diari online nati per soddisfare la voglia di chiacchiericcio futile da bar. Blog impiegati in maniera non dissimile dall'uso che abitualmente si fa di molte chat, per intenderci. Ma tra blog e chat vi sono differenze? Ad un tecnico delle reti informatiche la domanda potrebbe risultare persino banale. Si tratta di due mezzi di comunicazione dalle caratteristiche tecniche differenti: (quasi sempre) asincrona l'interazione nel blog, sincrona invece la comunicazione nelle Internet Relay Chat. Ma se le differenze tecniche ne fanno due contesti comunicativi diversi, la loro percezione da parte degli utenti e gli usi talvolta messi in atto non hanno sempre contorni così netti.Ne parla anche Roquentin, giornalista e blogger particolarmente noto nella blogosfera partenopea. L'autore del blog Rapporto Confidenziale ha scritto nei giorni scorsi un post che ha raccolto circa un'ottantina di commenti, segno che la questione non appare certo una sottigliezza di poco conto: «Alcuni episodi degli ultimi giorni - scrive il blogger - hanno rafforzato in me l'idea dell'uso distorto che spesso facciamo (io un po' meno, però) dei blog. La questione è molto semplice: confondiamo i blog con le chat. E' vero che la blogosfera, la Rete, il web e tutto il resto, sono un universo osmotico e quindi stare a mettere i paletti è inutile, pericoloso e fastidioso, però una piccola riflessione va fatta. Ebbene, i commenti a un post in genere dovrebbero essere attinenti al tema. [...] I thread sembrano un mercato dove le voci si sovrappongono e non si capisce nulla, si risponde a tre commenti prima, o si ripetono cose che altri nel frattempo che tu scrivevi hanno scritto loro, smentito, corretto, eluso.
«Quando si chatta - prosegue Roquentin - si sta tutti attaccati al computer. C'è la contemporaneità che riduce gli equivoci. O comunque, le chat, che io non frequento e che non mi interessano, sono delle telefonate di gruppo. Puro passatempo. Con i blog anche capita talvolta di stare tutti assieme, ma più spesso i commenti sono dilatati nel tempo. E magari l'interlocutore (o lo stesso postatore) è andato via, non c'è, non risponderà che molto tempo dopo, quando la discussione ha preso strade imperscutabili e imprevedibili. Con questo post non voglio invocare nessuna moratoria. Continuiamo a divertirci come vogliamo, ma non stupiamoci degli equivoci».
Roquentin come altri pongono in sostanza un problema di "etichetta", di regolamentazione e di condivisione di un sistema comportamentale che delinei chiaramente identità, potenzialità e limiti di un dato ambiente interattivo. D'altronde la comunicazione umana, secondo il modello teorizzato da Roman Jakobson, non è solo una questione di mittente, destinatario e messaggio: bisogna tenere conto del codice, del canale e del contesto affinché si attui nel migliore dei modi. Resta lapalissiano che ogni uso del blog sia legittimo (abbiamo rimarcato anche in precedenza quanto nella duttilità risieda il principale segreto del successo di questo medium) ma vi sono usi che possono originare abusi, perché più appropriati ad altri sistemi di comunicazione.
Rubrica a cura di Carlo Baldi
molto interessante... d'altronde chi non ha una fuffa?
alle 00:35
chat
la chat italia più fuffosa del web...