Venerdì podcast: con Pluriversiradio l’università prende in mano il microfono
Pubblicato da Marco Morello alle 10:24 in Podcast
All'Universtà di Bergamo si fa podcasting. Da un'idea del prof. Marco Lazzari, docente di materie informatiche e di comunicazione multimediale, è nato infatti - nello scorso mese di marzo - Pluriversiradio, probabilmente il primo podcast universitario italiano non studentesco. Il podcast è di taglio molto specifico: Editoria multimediale e sistemi di trasmissione del testo, Modelli di qualità del Web, Software e macchine virtuali, Definizioni di ipertesto, sono i titoli di alcune delle trasmissioni realizzate da Pluriversiradio, trasmissioni che ben rendono l'idea di quanto l'iniziativa sia orientata verso i temi dell'informatica e della comunicazione multimediale.
Al fianco di questi temi alcune interviste a docenti e non, volte a far conoscere le attività dell'ateneo e una serie di podcast che approfondiscono i contenuti di alcuni specifici corsi, quali l'Informatica per le discipline umanistiche, le Teorie e tecniche informatiche per la comunicazione multimediale, il Laboratorio di comunicazione multimediale. L'iniziativa, che sin dal suo avvio si è distinta per la regolarità con la quale vengono pubblicati i podcast, possiede un'altra interessante peculiarità: il feed RSS è generato da un software open source denominato Podcast Generator e ideato dall'italiano Alberto Betella. Podcast Generator è uno script PHP, rilasciato sotto licenza GPL, che permette di creare automaticamente un feed RSS 2.0 e di generare quindi un podcast senza che sia necessario possedere alcuna conoscenza del linguaggio XML. Grazie all'utilizzo di Podcast Generator, infatti, è sufficiente caricare sul proprio spazio Web i file multimediali corredati da titolo e descrizione. Penserà lui a creare il codice da dare in pasto ad iTunes, a Juice o ai loro simili.
Pubblicati sotto licenza Creative Commons, i podcast di Pluriversiradio sono tutti brevi e quindi facilmente ascoltabili. Il bitrate molto basso (24 Kb/sec) li rende inoltre comodamente scaricabili. Una scelta, quella del basso bitrate, volta a favorire coloro che non possono accedere alla Rete mediante connessioni veloci ma che mortifica un po' la qualità dell'audio. Un bitrate più alto, magari in mono anziché stereo, produrrebbe forse registrazioni qualitativamente migliori, senza appesantire troppo il file. Ma sono solo piccoli dettagli nell'ambito di un'idea innovativa, interessante e degna di lode. (Rubrica a cura di Marco Traferri)







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