Con il fimgame multimediale il thriller diventa interattivo
Pubblicato da Marco Morello alle 08:52 in Web/Tech
Una cassetta misteriosa, un videoartista scomparso, una fabbrica abbandonata, un foglio con dei simboli indecifrabili: ci sono tutti gli ingredienti di un thriller degno di questo nome. Ma con un elemento in più: a muovere i fili della trama fino alla risoluzione del mistero siamo proprio noi. Tutto questo si chiama AK ed è il nuovo filmgame prodotto in Italia dallo Studio Bold di Bolzano e in vendita da qualche settimana sul sito: http://www.akmoviegame.com/. Jack e Angy, questi i nomi dei due protagonisti, non si conoscono, ma un giorno i loro destini vengono uniti da un pacchetto fatto recapitare ad entrambi. All'interno trovano una videocassetta e un foglio con dei simboli. Il mittente è Ivan, un videoartista loro amico che risulta scomparso da qualche tempo. Nell'indirizzo riportato sul pacco si legge il nome di una località della Francia. I due decidono così di partire alla sua ricerca. E con loro partiamo anche noi. Sì, perché dopo aver inserito il DVD nel computer o nel lettore, non ci viene concesso di rimanere seduti sul divano ad aspettare che la trama del film si dipani da sola davanti ai nostri occhi.
A soli pochi minuti dall'inizio, di fronte al cancello di entrata di un vecchio edificio abbandonato, il video si bloccherà ponendoci la prima domanda: entrare nella fabbrica oppure tornare alla macchina? La grande novità del film interattivo AK sta proprio in questo: a decidere le sorti dei protagonisti della storia giungendo alla soluzione del giallo siamo proprio noi. Come loro ci muoviamo nello spazio lugubre e inquietante della fabbrica, sentiamo il rumore del vento in lontananza insinuarsi tra le mura delle stanze abbandonate, vediamo gli oggetti e i segni sparsi in qua e in là nei locali dell'edificio e cerchiamo di interpretarli. Il risultato è un intreccio tra film e gioco, che, come spiega il suo ideatore Giorgio Barchetti, responsabile della società di grafica bolzanina: "non presenta gli effetti e gli ambienti tridimensionali propri dei videogame, ma è un vero e proprio film, girato con attori in carne e ossa che si muovono in un ambiente reale". La storia di Jack e Angy si dipana in un'ora e mezzo di gioco con oltre ottanta bivi, che vanno a comporre una grande ragnatela nella quale lo spettatore-giocatore si muove, diventando egli stesso co-regista. Le trame possibili date dalle varie combinazioni sono innumerevoli (trovarle tutte potrebbe essere un'ulteriore sfida nella sfida), ma di queste solo una è quella giusta che porta alla risoluzione del mistero.
Giovane grafico pubblicitario nato e tuttora residente a Bolzano, Barchetti giunge al progetto AK dopo diversi anni di esperienza nella realizzazione di fumetti e campagne pubblicitarie. La sfida, come spiega lui stesso, sta nell'unire gli elementi propri della grafica, come la maggiore attenzione ai dettagli o la resa cromatica di alcune scene, con le enormi potenzialità del video che permette di inglobare una molteplicità di contenuti e materiali. Tutt'altro che casuale è poi la scelta della regia che Barchetti ha affidato a Stefano Cagol, videoartista anche lui come il protagonista scomparso di AK e nome noto del settore, con all'attivo numerose esposizioni e mostre sia in Italia che all'estero. Insieme al regista, ai due attori e ad una troupe di circa venti persone, Barchetti ha lavorato per circa due anni alla realizzazione della storia e di tutte le combinazioni possibili. Tutto italiano, oltre alla produzione, anche il set: il film è stato infatti girato in una vecchia fabbrica di 50.000 mq nella provincia di Trento. Tante storie, tante scelte, tanti elementi disseminati qua e là che permettono di giungere passo dopo passo, bivio dopo bivio alla risoluzione del giallo. Ma, come rivela il suo ideatore, non basta la logica a risolvere il mistero: "L'aspetto psicologico gioca un ruolo altrettanto importante. Il giocatore deve essere attento a cogliere i dettagli disseminati nelle varie scene, ma deve anche lasciarsi trascinare dalla storia". Attenzione, intuizione e anche una buona dose di sangue freddo sono, dunque, le doti richieste per vincere la sfida.
Il mondo dei videogiochi ha conosciuto in questi anni uno sviluppo enorme realizzando prodotti sempre più complessi e sofisticati, ma, a detta degli esperti del settore, la nascita di filmgame come AK potrà aprire un nuovo capitolo nella storia del divertimento digitale: "Mentre gli appassionati di videogame sono generalmente giovani fino ai trentanni, un filmgame si rivolge anche al più ampio pubblico televisivo. AK può attirare sia gli amanti dei videogiochi, sia gli appassionati di cinema che possono così interagire con la storia", così Barchetti. Difficile dire se questo porterà ad una rivoluzione nel campo del cinema, per il momento ci si gode il successo di un progetto che, a poche settimana dalla sua uscita, sta già attirando l'attenzione del pubblico di esperti e non solo. A testimonianza, ancora una volta, di come le nuove fucine di idee originali e innovative siano da ricercarsi non solo nei grandi centri come Milano o Londra, ma anche in piccole realtà come la città di Bolzano. E questo soprattutto grazie a internet che, come sottolinea anche il grafico altoatesino: "ha annullato ogni distanza, permettendo così di comunicare e scambiare informazioni in tempo reale con chiunque, in qualunque posto ci si trovi". E per chi si sta ancora chiedendo che cosa significhi AK, non resta altro che collegarsi online al sito: http://www.akmoviegame.com/ e acquistare per soli 29 euro la propria copia. Adrenalina e divertimento sono assicurati. (Stefania Campogianni)
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