Fare informazione nell'era di Internet
In tema di rapporto di lavoro di tipo giornalistico la suprema Corte di Cassazione, con sentenza 19231/2006 ha disposto l'annullamento del contratto lavorativo ad una giornalista pubblicista con qualifica di redattore in assenza dei fondamentali requisiti previsti per ricoprire tale incarico.
La sentenza 19231 che testualmente recita: "Premesso che l'albo dei giornalisti, sebbene unico, è suddiviso in due elenchi, dei professionisti e dei pubblicisti, in un registro, ove sono iscritti i praticanti, e in un ulteriore elenco, in cui sono iscritti i giornalisti esteri, abilitati alla professione in Italia, e che i provvedimenti di iscrizione, integranti atti amministrativi, costitutivi ciascuno di un particolare status (professionista, giornalista pubblicista e praticante), il cui possesso abilita esclusivamente all'esercizio dell'attività giornalistica corrispondente, deduce che la sentenza impugnata per verificare la sussistenza della nullità o meno del rapporto avrebbe dovuto accertare se la V. fosse in possesso dello status di giornalista professionista, unico legittimante, alla stregua di consolidata giurisprudenza, le prestazioni proprie della qualifica di redattore, per cui la mancanza della iscrizione nell'elenco dei giornalista professionisti non poteva che portare alla declaratoria di nullità del rapporto" ... omissis ... pone il giornalista pubblicista in una posizione tale da non poter mai ricoprire incarichi di responsabilità all'interno di una redazione. (Milano Finanza)
sono d'accordo con Ettore. Inoltre non si capisce l'attualità di questa sentenza con la realtà contrattuale di oggi, dove la flessibilità nel lavoro a creato e sviluppato nuove forme di collaborazione giornalistiche.
Ma di cosa stupirsi se fino all'anno scorso si usavano ancora le macchine da scrivere per l'esame di giornalista...
una sentenza simile mi lascia stupefatto, anche perché un pubblicista può essere direttore responsabile di una testata, qualifica con responsabilità ben maggiori di quelle di un redattore... com'è strana la giurisprudenza italiana!
alle 09:27
Simone
Cavolate classiche... secondo me quando non gli passa si svegliano la mattina dalla parte sbagliata del letto e iniziano a dire cose bizzarre (eufemizzo)...