Fare informazione nell'era di Internet
Google? Che cominci a tremare, che i suoi geniali inventori smettano di sognare che il loro monopolio, che li ha fatti diventare stramiliardari, durerà in eterno. Detta così, sembra una battuta, una sfida impossibile al motore di ricerca più noto al mondo, alla straordinaria velocità con la quale oggi è possibile attingere a miliardi e miliardi di informazioni on line sugli argomenti più disparati. È un'impresa titanica, quella di voler fare concorrenza a Google, ma l'Italia - e la Sardegna - ci vogliono provare.
Del resto, ci ha già provato la Francia, con la sua proverbiale grandeur. Jacques Chirac ha finanziato l'operazione e il motore di ricerca europeo, alimentato dai soldi transalpini, comincia a muovere - con tutte le difficoltà del caso - i primi passi. Romano Prodi e Renato Soru si sono ispirati proprio a quel modello e, nell'incontro tra il presidente del Consiglio e quello della Regione, ha preso gambe un'idea della quale i due avevano già discusso informalmente. Un'idea in embrione che diventa un impegno. Romano Prodi ha infatti annunciato che il governo troverà le risorse per consentire all'Italia di compiere un notevole salto di qualità nel campo della tecnologia informatica. Sarà finanziata in maniera congrua una ricerca finalizzata alla costruzione di un motore di ricerca made in Italy che veda la partecipazione non secondaria della Regione Sardegna. Si tratterà di individuare un algoritmo che permetta di fare ciò che attualmente fa in tutto il mondo Google, con una velocità non pari a quella di Google, ma l'obiettivo è quello di andarci molto vicini. La Sardegna metterà a disposizione dello studio le esperienze maturate in questo campo dal Crs4 che, ovviamente, sono limitate a un territorio e a un'utenza molto meno vasti del progetto che Prodi e Soru vogliono attuare. «Questo è un fatto di assoluta rilevanza - ha commentato il presidente della Regione - che mette in condizioni la Sardegna di recitare un ruolo importante sotto il profilo della tecnologia. La proposta di Prodi mi trova ovviamente d'accordo e ora faremo di tutto per stringere i tempi affinché la ricerca decolli al più presto».
Soru non lo dice, ma a questo progetto lui lavorava da molto tempo, quando ancora non era sceso in campo e si occupava solamente di guidare Tiscali, che allora era una piccola stella nel grande firmamento della new economy. Per nulla preoccupato delle possibili critiche che potrebbero piovergli addosso dai suoi oppositori, Renato Soru è apparso quasi entusiasta e c'è da giurarci che impiegherà molte delle sue energie perché questo motore di ricerca italo-sardo si imponga nel territorio nazionale e cominci a "infastidire" quel colosso di nome Google. Soru, assiduo frequentatore della Rete, tra l'altro ha scoperto proprio nei giorni scorsi che nel motore di ricerca Virgilio, per parecchio tempo, il nome più richiesto in assoluto è stato proprio "Sardegna". Quando Prodi ha affrontato l'argomento, questo particolare è emerso e ha dato la carica al governatore. «Le potenzialità sono notevoli - aggiunge Renato Soru -, e i vantaggi per la nostra Regione non sono minimamente immaginabili: saremmo degli sciocchi se non cogliessimo questa occasione. Si tratta di crederci, di correre alla stessa velocità degli altri Paesi e mi fa molto piacere che Prodi avverta questa esigenza e ci riconosca un ruolo non di secondo piano. La compartecipazione a questo ambizioso progetto farà compiere alla Sardegna un altro salto di qualità».
Per i dettagli della partnership, Prodi e Soru si sono dati appuntamento a un'altra data che verrà fissata nei prossimi giorni. Intanto il materiale già elaborato dal Crs4 verrà immediatamente messo a disposizione del governo che poi lo girerà a chi sarà incaricato della ricerca. Sì, Google punto com, deve proprio cominciare a preoccuparsi. (La Nuova Sardegna)