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Venerdì podcast: RockCast Italia, il Dock con la passione del rock

Venerdì 14 Luglio 2006, 18:20 in Podcast, Web/Tech di

Logosfumato “Suono la chitarra da vent’anni. Ai tempi del liceo strimpellavo nei garage, all’università nei locali e poi, grazie al computer, ho iniziato a realizzare pezzi in casa. Credo di averne una ventina sparsi tra hard disk, CD, DAT e cassette. Ho inviato demotape a non finire, ho fatto telefonate ovunque. Ho spesso trovato porte chiuse in faccia, di solito anche con maleducazione. Poi, preso da mille impegni, mi sono fermato. Ma il podcasting mi ha ridato la voglia di suonare e ho ripreso in mano la chitarra”. A parlare è il Dock, Franco Solerio, medico specializzato in allergie alimentari, con una grande passione per il rock, passione risvegliatasi e rinvigoritasi proprio grazie all’incontro con il podcasting. RockCast Italia è il suo podcast. È dedicato alla musica rock, promuove gruppi giovani gruppi musicali ed è di qualità straordinaria.

Rockcast_01Franco, come ti è nata l’idea di RockCast Italia?

Il primo istinto è stato quello di avvicinarmi al mondo del podcasting dal lato del musicista, riprendere in mano chitarra e Cubase e ricominciare a incidere pezzi. Però, vuoi per il poco tempo disponibile, vuoi per la non più fresca dimestichezza con lo strumento, ho capito che, ahimè, la stagione era finita. Ah, se il podcasting fosse arrivato prima! Se avessi potuto mandare i miei demotape ad Adam Curry nell'89!

Quando hai capito che la stagione era finita, cosa hai combinato?

L’idea della musica libera, delle band indipendenti, continuava a stuzzicarmi. Allora ho deciso che avrei potuto creare per altri più giovani musicisti le possibilità che a me sono mancate quando ero giovane e pieno di entusiasmo. E così è nato RockCast Italia.

Quali sono gli obiettivi di RockCast Italia?

RockCast Italia vuol far vedere al mondo che il rock è ancora vivo, che i ragazzini in garage ci suonano ancora. C'è un sacco di gente che mi scrive per dirmi che si era sbagliata e che nel rock c’è ancora molto da dire. RockCast Italia dà spazio alla cosiddetta musica podsafe, musica disponibile per lo specifico utilizzo in podcasting. È musica di grande freschezza.

Perché proprio il podcasting?

Perché tutto questo, senza il podcasting, non sarebbe possibile. Ho sentito dire di tutto a proposito del podcasting in Italia, ma pochi hanno capito la reale portata del fenomeno. Credo che la sostanza sia nella riappropriazione dei media da parte della persona comune. Non più mass-media come mezzo di manipolazione delle masse da parte di pochi, ma mass-media come mezzo a disposizione di chiunque per comunicare con tutti.

Quali sono le caratteristiche più curiose, più simpatiche del tuo podcast?

A essere sinceri, il rock è solo lo sfondo, il contesto in cui si muovono le mie trasmissioni. Lo scopo ultimo del programma è quello di far trascorrere agli ascoltatori una mezz'ora in compagnia del sottoscritto, ascoltando musica piacevole, seguendo le novità nel mondo del podcasting italiano e internazionale e magari anche ascoltando le mie disavventure. Tutto ciò, ricordando i grandi miti del rock e della nostra giovinezza, come l'immenso Syd Barret che ci ha lasciato proprio in questi giorni.

Quanti ascoltatori hai?

Dopo quasi un anno di trasmissioni non ho ancora imparato come contarli. Ho dai 4000 ai 7000 download al mese.

Settemila download al mese: un’ulteriore conferma di come il podcasting possa aprire scenari inconsueti e dare grande visibilità a chiunque faccia le cose per bene, come Franco Solerio, il Dock con la passione del Rock. (Rubrica a cura di Marco Traferri)

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31 Ott 2008
alle 22:19

Julien

MAMMA MIA!!! chissa' se qualcuno leggera' ancora questo post! Di strada ne ha fatta il Dok! Ma e' sempre li' davanti al microfono e per "colpa" sua sono nati altri podcaster e la scena italiana e' cresciuta e continua a crescere...andate su www.gunp.it La creazione del Dok! Ci troverete tutti li'! I podcaster italiani, le voci libere della rete!!!!

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