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Giornalismi del futuro: integrare web e cartaceo è auspicabile

Giovedì 18 Maggio 2006, 09:02 in Giornalismi di

Copertina_3_06Quanto è realmente possibile coniugare il mondo dell’informazione ‘stampata’ con quello magmatico e non sempre ‘legittimo’ del web? E il primo rischia davvero l’estinzione e l’obsolescenza, incalzato dai ritmi frenetici del secondo? Sono quesiti che accomunano ultimamente le riflessioni degli addetti ai lavori, tanto negli ambienti del giornalismo online e della blogosfera quanto sulle pagine delle riviste cartacee di settore.

Un interessante articolo a firma di Stefano Martello, apparso sull’ultimo numero di Giornalisti, l’organo di informazione ufficiale dell’Ordine e della Fnsi, rilancia una serie di spunti sul tema, prefigurando degli scenari di possibile integrazione tra i quotidiani cartacei e gli strumenti digitali di conoscenza.

Credo di interpretare correttamente il pensiero di Martello sostenendo che l’avvio di un processo sinergico e collaborativo tra informazione in Internet (all’interno del quale annoverare anche una certa porzione di Blogosfera) e carta stampata sia non solo possibile ma addirittura auspicabile per garantire ancora un’esistenza e soprattutto un senso all’informazione cartacea. Riconosciuta al giornalismo online la funzione di aggiornamento tempestivo e costante delle notizie –  alle soglie di un’era in cui l’accessibilità alla Rete sia consentita a chiunque, il senso del cartaceo potrebbe riconfigurarsi proprio in una funzione di selezione delle risorse più qualificate e in una spinta all’alfabetizzazione informatica ed allo sviluppo di competenze che mettano il lettore in grado di costruirsi criticamente la propria “bacheca informativa”, fruendo di diversi canali mediatici. Questo circuito per ora rimane per lo più relegato a risorse interne ad una stessa realtà editoriale, quasi essa fosse in grado di soddisfare in maniera autosufficiente una copertura informativa universale, tenendo fuori da link e citazioni tutto il resto: è il caso ad esempio dell’interazione (peraltro non sempre attuata) tra quotidiano cartaceo, quotidiano online e blog di Repubblica, poco propensa a dirottare i propri lettori verso nuovi lidi.

Weblog, wiki e perfino siti amatoriali di informazione, purché opportunamente qualificati quali validi approdi per chiarimenti ed approfondimenti, potrebbero diventare strumenti di servizio impiegabili dagli organi di informazione cartacei per orientare i propri lettori lungo un percorso informativo personalizzato e critico, educandoli al tempo stesso ad un uso corretto e consapevole delle innumerevoli potenzialità di apprendimento e di conoscenza offerte dalla Rete. Proprio sul “surplus di servizi” si giocherà il futuro di vecchie e nuove realtà giornalistiche: come evidenzia Martello, la visione del servizio «in assenza di significative differenziazioni tra i prodotti di una stessa tipologia» potrà essere infatti «alla base del successo/insuccesso di una qualsiasi azienda/testata».

Questo discorso, se portato avanti con regole operativamente chiare e deontologicamente cristalline, promette di restituire nuova linfa al mestiere di giornalista nel Terzo Millennio. Qualcosa di simile avevo fatto notare con il mio collega Roberto Zarriello nel primo capitolo del saggio “Penne digitali”, tranquilizzando il lettore circa la sopravvivenza dei giornali (solo apparentemente minacciati dall’informazione online, in realtà da questa spronati ad interrogarsi su se stessi e sulla necessità di aggiornare metodi e contenuti dei propri prodotti): «Pur evolvendosi, o involvendosi, la figura del giornalista ha attraversato i tempi e continuerà a farlo». Il giornalista, «in veste di mediatore dell’informazione, ossia quale guida esperta e sostegno affidabile per il lettore che voglia districarsi nella selva di contenuti mediatici, è una funzione sociale che rimane indispensabile».

Come possa concretamente definirsi questa sinergia tra giornalisti tradizionali e “cyber-comunicatori” è ancora presto per dirlo: i tempi forse non sono ancora maturi perché si aprano scenari di breve percorrenza. È necessario prima ultimare l’attuale fase di confronto/scontro fra conservatori e innovatori, affinché si possano riconoscere, da una parte e dall’altra, le rispettive sfere di legittimità, passione e competenza.

Una proposta sensata per accogliere nel cartaceo l’invito alla lettura del sito come momento di approfondimento, arriva proprio dalle righe conclusive del pezzo di Stefano Martello: «la notizia è letta sul quotidiano cartaceo dove, alla fine dell’articolo, sono elencati gli indirizzi del sito dove è possibile approfondire la notizia attraverso i tradizionali ipertesti e link. Si eliminerebbe, così, anche una visione distorta per cui la Rete è interpretata come il “passaggio obbligato”. Uno strumento necessario – ma isolato – attraverso il quale abbracciare un rinnovato concetto di conoscenza e informazione».

Carlo Baldi

4
4 commenti
4
19 Mag 2006
alle 20:32

Carlo Baldi

A nome di tutta la Redazione un grazie sentito ai lettori per i commenti stimolanti e pienamente condivisibili. :)

3
19 Mag 2006
alle 00:01

Anna Pia Franzese

Articolo davvero interessante. Coglie perfettamente, anche grazie ad una prosa fluida, tutta la problematicità del rapporto tra nuove e tradizionali professioni dell’informazione.
La collaborazione tra le due generazioni di giornalisti si rende ormai indispensabile e - prima ancora - utile perché essa, se ben utilizzata, non può che arricchire l’universo dell’informazione. Infatti, se da una parte il cartaceo offre la possibilità di “pensare” la notizia, cioè di penetrarla a fondo, grazie ad un maggiore comfort nella lettura; il web offre molteplici occasioni di interazione tra i lettori e tra essi e chi fa informazione, instaurando una collaborazione tra tutti questi soggetti che è quasi impensabile nel mondo dell’informazione della carta stampata, grazie alle innumerevoli possibilità d’interazione offerte dalla rete. Lo stesso “Penne digitali” ha riflettuto profondamente sulla possibilità della rete di proporre contenuti personalizzati e dar vita a gruppi spontanei di persone con interessi e passioni più o meno comuni. Il tutto è poi impreziosito dalla possibilità di apprendere notizie e interagire con esse in tempo reale, come l’articolo stesso sottolinea.
Fortemente condivisibile anche la tesi secondo cui l’informazione on line può e dovrebbe spronare chi si occupa di informazione cartacea ad interrogarsi su di essa e sulla necessità di aggiornarne metodi e contenuti.
Insomma, non è affatto auspicabile che scompaia la tradizionale figura del giornalista (una mera sostituzione dell’informazione cartacea con quella in rete sarebbe solo insensata e sfavorevole), ma solo che questa si arricchisca dell’esperienza del web e ripensi se stessa, facendo tesoro dell’apporto innovativo della rete.

2
18 Mag 2006
alle 22:09

Emilia Caporaso

L'articolo tocca una nota dolente! Da tifosa del cartaceo posso dire che questi due modi di diffondere le notizie possono continuare a svilupparsi in contemporanea, senza che l'una determini la scomparsa dell'altra, e che le notizie sul web possono tranquillamente essere anche un'approfondimento di quelle trovate sul giornale.Purtroppo la corsa all'informatizzazione è fondamentale oggi come oggi altrimenti si rischia di rimanere fuori dal circuito in cui ci spinge la realtà mondiale, ma ciò non può significare per forza perdita di tutte le vecchie abitudini (e poi io adoro andare a prendere il caffè e dopo passare dal giornalaio a prendere un quotidiano da leggere sul tavolino del bar....!)

1
18 Mag 2006
alle 21:34

Pietro Citarella

Articolo molto interessante. Personalmente credo che carta stampata e giornalismo online continueranno ancora per molto tempo ad essere complementari. I ritmi frenetici dell'aggiornamento in tempo reale, tipici del web, mal si prestano ad articoli di approfondimento o comunque eccessivamente lunghi (aggiungiamoci pure le note difficoltà di lettura dallo schermo di un computer); mentre il quotidiano, la rivista su carta, possono accompagnare i lettori in un viaggio più "lento", ma al tempo stesso più profondo sulla notizia.

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