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Penne Digitali intervista Alessandro Poli

Venerdì 10 Marzo 2006, 01:39 in Books di
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Demian A Napoli Comicon, il salone internazionale del fumetto e dell’animazione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alessandro Poli, una delle talentuose firme della scuderia di Sergio Bonelli Editore, che pubblica gli albi di icone del fumetto italiano come Tex e Dylan Dog. Poli è il copertinista di Demian, una nuova serie che arriverà in edicola il prossimo mese di maggio. Con lui abbiamo discusso del futuro del fumetto, anche alla luce dell’avvento di Internet e dell’uso delle nuove tecnologie, oltre ad approfondire alcune peculiarità di un mestiere affascinante e creativo come quello del disegnatore.

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Partirei subito dalla notizia più succulenta presentata dallo stand Bonelli qui al Comicon, quella del lancio di un nuovo fumetto, Demian, di cui Alessandro Poli sarà il copertinista e che sarà nelle edicole dal mese di maggio. Un’iniziativa coraggiosa perché, come afferma lo stesso Sergio Bonelli, il mondo non solo del fumetto, ma dell’editoria italiana in generale, sta attraversando una fase di grande crisi… 

«È vero, il mercato, da anni, è in una fase di instabilità, ma la Casa Editrice, che investe sempre nel futuro, sta provando a percorrere con Brad Barron (e ora con Demian) una nuova strada, ovvero quella di presentare delle miniserie con personaggi che aprono e chiudono un ciclo. Una serie a scadenza definita, ma anche più corposa, che consente di proporre temi originali da sviluppare in un tempo più limitato che non nelle serie aperte».

Il fumetto bonelliano inaugura per la prima volta una serie di albi dedicata al genere noir francese. La storia sarà ambientata infatti in un’affascinante Marsiglia. Vorrei chiederle come nasce l’idea di questa ambientazione e se il personaggio protagonista ha un suo referente reale che ha dato il volto a Demian un po’ come avvenuto sia per Tex che per Dylan Dog.

«Penso che l’idea dell’ambientazione possa spiegarla meglio il creatore della serie: Pasquale Ruju. Quanto al volto del personaggio, il riferimento di partenza era l’attore Vincent Perez. Poi però ho cercato di rielaborarlo in maniera personale. Il riferimento serve al disegnatore per avere indicazioni più tangibili di quelle a parole. Però poi è attraverso i disegnatori dello staff che i personaggi assumono la loro definitiva personalità».

Come nasce la sua vocazione per il fumetto e cosa consiglierebbe a chi ha la passione per questo mestiere e vorrebbe intraprendere la carriera di disegnatore?

«La mia passione per il fumetto è scattata come penso per tutti fin dall’infanzia: da bambini c’è chi gioca con i soldatini e chi con i fumetti; la mia generazione occupava parecchio tempo con la lettura dei fumetti e il passatempo di provare a ricopiare e disegnare i propri eroi preferiti, come Tex o Zagor. A me è rimasta questa passione e l’ho portata avanti. A coloro che iniziano - ma anche io in effetti mi ritengo agli inizi della mia carriera! - posso solo consigliare di mantenere la passione e il desiderio di andare avanti: credo siano le doti più importanti quelle che ti fanno superare tutti i piccoli e grandi ostacoli che si possono incontrare lungo il cammino. Come diceva il grande Magnus, “più fai più vai”!»

Penne Digitali è un format web – blog e radiofonico – che si interessa a 360° del fare informazione e della scrittura, in particolare dell’impatto delle nuove tecnologie. Qual è la sua posizione riguardo l’approccio alle nuove tecnologie e alle innovazioni che hanno apportato nei lavori creativi?

«Sicuramente l’avvento delle nuove tecnologie ha portato innovazioni positive. Intanto ha dato la possibilità ad autori, scrittori e quant’altro di avere accesso a Internet, che è un’enorme biblioteca alla quale attingere. Se poi il fenomeno del fumetto avrà un’evoluzione di diffusione grazie a Internet, sinceramente non lo so. Quando sarà possibile per i lettori scaricare i fumetti dalla rete, sarà una cosa non certo negativa se riuscirà a mantenere vivo l’interesse per il fumetto. Se poi il fumetto su carta è destinato ad avere un uso più limitato… Questo penso lo decideranno i lettori; l’importante è che resti l’interesse per la comunicazione che può dare il fumetto, il racconto disegnato. Già oggi si trovano molti fumetti in rete: è un approccio nuovo, i giovani d’oggi stanno maturando una dimestichezza tale col computer che cambierà le modalità di lettura. Io spero solo che il fumetto continui a suscitare passione anche nelle nuove generazioni».

Quale può essere il futuro del fumetto italiano tra innovazione e rispetto della sua tradizione? E qual è il suo giudizio su Comicon, rassegna ormai giunta all’ottavo anno e che ha calamitato l’attenzione di un pubblico numeroso?

«Sul futuro del fumetto non ho abbastanza cultura editoriale per poter profetizzare un destino. D’altronde sono poi i lettori che decidono le sorti di un personaggio; è chiaro che gli editori sono sempre alla ricerca della formula “magica” che possa incontrare il favore del pubblico. Personalmente, credo che il futuro continuerà a riservarci dei cicli di alti e bassi. Spero che, prima o poi, spunti un nuovo Dylan Dog, capace di dare una scossa al mercato, o almeno personaggi e storie in grado instillare nelle nuove generazioni l’attenzione per questo mezzo di intrattenimento che in Italia ha il suo taglio particolare, popolare. Cosa, questa, che non ha certo impedito ad autori e disegnatori italiani di esprimersi al meglio, producendo lavori grandissimi: la destinazione non pregiudica la qualità, anzi la stimola.

«Per quanto riguarda il mio giudizio su Comicon, è la prima volta che partecipo (in realtà è la prima volta che partecipo a una mostra come autore…). E’ una bella manifestazione che spero venga sempre promossa in questi termini. Mi sembra un’ottima occasione per i lettori di vedere i disegnatori al lavoro, consentendo di mettere in contatto la persona che decide di spendere i suoi soldi in quel fumetto con gli autori di quel prodotto».

Io la ringrazio, do appuntamento anche ai nostri lettori in edicola a maggio per il primo albo di Demian (nella foto ritratto con dedica ai lettori di PenneDigitali!) e le faccio il mio personale “in bocca al lupo”.

«Grazie a lei. Saluto tutti i lettori del sito. E crepi il lupo!» 

carlo.baldi@pennedigitali.it

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