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Maestro deriva da magis che in latino vuol dire “più” mentre ministro deriva da minus che vuol dire “meno”. Il ministro era dunque un dipendente che assisteva un suo superiore: perciò il ministro del re era il collaboratore, l’aiutante, comunque un subalterno. Quindi anche i nostri attuali ministri, anche se li chiamiamo “Eccellenze”, etimologicamente provengono da quei subalterni. Invece il maestro, fosse a capo di lavoratori, o di soldati o di scolari a lui affidati, reca nel suo nome il sugello etimologico della superiorità. Anche il più modesto maestro elementare è “di più” persino del Primo Ministro.
l'etimologia delle due parole non fanno una piega; trovo assolutamente necessario che una figura come il maestro ritorni ad avere l'importanza che è insita nel nome e nel mestiere stesso. Il maestro deve formare una generazione, deve portare dei giovani sulla strada della cultura con l'obiettivo di prepararli all'entrata nella società, una figura professionale con queste premesse necessita di rispetto e di preparazione adeguata.
Il ministro è una figura istituzionale fondamentale, ma giustamente ha nel nome il suo destino, la dipendenza averso chi lo ha incaricato ed essere dipendenti di qualcuno vuol dire rendergli conto di ogni azione, questo dovrebbe tornare ad essere ogni buon ministro.
Daniele
alle 19:51
Andrea
Se ne deduce che "L'onorevole", "sua eccellenza", Silvio Berlusconi, sia il primo tra i subalterni, il primo tra i MINUS, il primo tra i servitori del popolo sovrano (pur servendo nient'altri che se stesso).
Di fatto, però, il primo tra i minus è indiscutibilmente in Sig. Brunetta. molto molto molto MINUS!!!