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I blog premiano i giornalisti copioni

Lunedì 12 Dicembre 2005, 09:04 in Giornalismi di

CopioneBlog e giornalisti, la guerra continua. Tra grandi accuse e piccoli dispettucci, false cortesie e velenose stilettate, tentativi di apparentamento e reciproche diffidenze, prosegue la sfida sul terreno dell’informazione tra le due agguerrite fazioni. Una partita che ogni tanto si tinge anche di colori sarcastici, come nel caso del “Press Plagiarist of the Year Award”, il premio al miglior plagio giornalistico dell’anno.

L’iniziativa è stata indetta da un gruppo di blog inglesi per “premiare” quei giornali che nel 2005 hanno dato mostra di grande attenzione nei confronti del mondo dei blog, copiando articoli interi senza però citarne la fonte (e tantomeno pagare i legittimi autori). Alla fine, il vincitore è risultato il quotidiano "The Mail", accusato di aver riportato integralmente nella sua edizione domenicale un articolo di due pagine preso da "The Policeman’s Blog".

Visto che il premio era concentrato sulla stampa anglosassone, i giornalisti italiani l’hanno scampata bella. Se venisse istituita una versione tricolore del premio (come ha suggerito, tra gli altri, il giornalista blogger Carlo Felice Dalla Pasqua), le nomination sarebbero probabilmente abbondanti. Ma sarebbero altrettanto abbondanti quelle dei blogger plagiaristi, visto che anche sui “diari online” l’abitudine di copiare senza citare la fonte sta prendendo piede vigorosamente.

D’altronde, la copia è la linfa di Internet. Ne sanno qualcosa le case discografiche, che assistono impotenti alla moltiplicazione supersonica delle loro preziose canzoni. Allo stesso modo, il copia-e-incolla sta diventando il pane quotidiano del giornalismo del Terzo Millennio. Se ne rende conto ogni giorno chiunque consulti più quotidiani e siti d’informazione diversi, trovandosi a che fare con articoli che non solo parlano degli stessi argomenti, ma sempre più spesso presentano anche le stesse frasi (la cui origine può essere di solito localizzata in un’agenzia stampa o in qualche sito anglossassone da cui la notizia è stata presa e tradotta).

L’abitudine è talmente diffusa da essere in procinto di mutarsi in standard e al momento sembra difficile individuare uno strumento tecnologico o legale che sia in grado di fermare la tendenza (esattamente come appare utopistico pensare di riuscire a tamponare la copia di qualsiasi altro tipo di informazioni sul Web, dalle canzoni ai film). L’unica via sembra quindi essere quella di un rafforzamento della deontologia e della responsabilità etica del giornalista (e del blogger), traducibile quantomeno nella citazione della fonte. Un gesto semplice, dovuto e corretto, che potrebbe evitare spiacevoli ripercussioni future. Per esempio di finire nelle nomination della prossima edizione del “Press Plagiarist of the Year Award”. (Fonte: Stampa Web)

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12 Dic 2005
alle 01:53

professor €chos

Sono completamente d'accordo con te, caro collega blogger. Talvolta, quando debbo documentarmi per preparare gli articoli del mio blog, resto praticamnete sconcertato nel leggere le stesse cose (intendo dire le stesse cose, magari con qualche aggettivo o verbo diverso...)ed allora, anche io, talvolta mi sono adeguato. Però è una pratica che non mi piace e non mi dà alcuna soddisfazione, per cui già da un po' sto cercando altre strade... anche se non è una cosa semplice. Buonanotte!

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